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L’inverno scorso giravo per forum di meteorologia perché non faceva mai abbastanza freddo. In una di quelle pagine, un esperto esprimeva la sua preoccupazione perché da molto non si verificavano precipitazioni. E poi gli effetti della siccità prolungata si fecero sentire. Ma tra i commenti aggiunti al parere del meteorologo mi colpì quello di un povero mentecatto che scriveva: “Meglio cosìììì… sole e mmmare!!!”. A lui e a tutti coloro che davanti a qualsiasi polla d’acqua malsana si spogliano e diventano pazziii! dedico questa immagine. Scaricatela e usatela come sfondo per i nuovi smartphone da sfoggiare in spiaggia.

Madonna si è esibita a Roma. Mentre era nella capitale si sarà ricordata di andare a omaggiare il suo vero mentore, colui al quale ha rubato impunemente i suoi ispiratissimi testi?
No. Nemmeno questa volta Madonna ha fatto un bagno di umiltà ed è andata a ringraziare Little Tony. Eppure le prove di quanto l’attempata star deve al nostro colesterolico mito sono inconfutabili.

1. L’amore non corrisposto di chi si strugge mentre l’oggetto del desiderio passa per strada e non getta nemmeno uno sguardo.

Tony:
Ogni mattina solo tu,
tu non mi guardi
ma tra mille ragazze esisti solo tu
ogni mattina vedo te, non resisto più
amo solo te, desidero da te
tutti i baci che sogno
(Ogni mattina)

Madonna:
I see you on the street and you walk on by
You make me wanna hang my head down and cry
If you gave me half a chance you’d see
My desire burning inside of me
But you choose to look the other way
(Open Your Heart)

2. Il tipico atteggiamento cattolico dei latini che prima fanno quello che non devono fare, poi si pentono.

Tony:
Ho peccato lo so me ne pento
giuro che non lo faccio più
non farò più del male agli altri
il rimorso mi butta giù
(La donna di picche)

Madonna:
Oh, my God,
I am heartily sorry for having offended Thee
And I detest all my sins
(Act of Contriction + Girl Gone Wild)

3. Al battito dell’orologio, ecco l’invito oraziano a cogliere l’occasione, perché un giorno, al risveglio, le cose potranno non essere più le stesse:

Tony:
Tic tac il tempo va
e tu ti sveglierai
tic tac un giorno t’innamorerai
toc toc e busserai
a questo cuore mio
e allora chi lo sa se vorrò io
(Bada bambina)

Madonna:
(ticchettio di sveglia introduttivo)
Time goes by so slowly
Time goes by so slowly
I’m tired of waiting on you
Don’t cry for me
’cause I’ll find my way
you’ll wake up one day
but it’ll be too late
(Hung up)

Non vedo l’ora che mi arrivi l’edizone cartacea di Time. Voglio incorniciare questa foto.

È dai tempi delle medie che provo venerazione per  Elisabetta II. E uno dei momenti sommi della mia esistenza è stato quando nel 2000 l’ho vista a meno di 50 centimetri da me, mentre passava nel foyer della Scala dopo un concerto in suo onore.

In occasione del suo Diamond Jubilee ho letto Our Queen di Robert Hardman (Hutchinson, 20,00 £) e mi sono rivisto il film The Queen che già conoscevo a memoria. Ma gli aneddoti su Elisabetta non mi bastano mai.

È una donna alquanto strana. Ha ricevuto la notizia della morte del padre mentre era in Kenya, arrampicata su un albero.

Nel 1957 il Canada la nominò Capo Cacciatore dell’Ordine della Caccia al Bufalo.

Nonostante sia stata dipinta in 140 ritratti ufficiali, detesta le arti figurative ed evita di presenziare alle mostre. Invece condivide con Andy Capp la passione per le corse dei cavalli, passione che ha trasmesso anche ai figli, soprattutto per quanto riguarda le fattezze somatiche.

Si diverte solo a Trooping the Colour, quando si veste da paggetto medievale. I colori accessi dei tailleur e dei monumentali cappellini (incroci tra torte nuziali e nidi di cormorani) hanno motivi di sicurezza, in modo che gli agenti possano identificarla subito nella folla. Un po’ come i giubbotti catarifrangenti, solo un po’ meno eleganti.

Mods, rockers, punk, ravers: l’Inghilterra ci ha regalato ogni trasgressione giovanile, tutte finite con i primi acciacchi. Elisabetta ha resistito a tutto: alla Thatcher, a Blair e persino ai Sex Pistols.

Se avete delle curiosità su Elisabetta, vi prego fatemele sapere! Avrò verso di voi la stessa gratitudine che provo per Marta Cagnola da quando mi ha regalato la Solar Queen, una statuetta della Regina alimentata a energia solare che muove la mano in segno di saluto.