«Leccate, leccate. Alla fine qualcosa sulla lingua resta sempre»
Ennio Flajano

Da anni ormai molti giornalisti del Corriere sono impegnati in una dura campagna a favore della meritocrazia, come dimostra questa interessante intervista zerbinata a tale Ginevra Elkann.

Il mio passaggio preferito, tra i tanti, è questo:
«È un progetto che sembra scaturire dalla natura cosmopolita di Ginevra: nata a Londra, ma con radici torinesi, ha studiato tra Parigi e Londra, vissuto a lungo in Brasile e lavorato a New York. Dal 2006, dopo i viaggi in Medio Oriente, States (scrivere Stati Uniti sarebbe stato dequalificante, n.d.L.)  e Nord Africa i suoi contatti con il capoluogo piemontese sono diventati più costanti, anche se dall’incontro con il marito Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona vive a Roma, con il figlioletto Giacomo nato nel 2009.»

Noto che, nonostante si chiami Ginevra, non è mai stata in Svizzera.

Ogni volta che leggo articoli del genere godo alle notizie della crisi che compie una falcidia di redazioni e testate, quasi dimentico che poi ne risento anche io.

Per tirarci su, leggiamo che Ginevra, nella sua instancabile attività di cercatalenti, attira la nostra attenzione su Negar Azimi, direttrice di Bidoun, «rivista d’arte del Middle East (scrivere Medio Oriente sarebbe stato dequalificante, n.d.L.)».

Aspettiamo a ridere. Forse Bidoun è un titolo narcisista come FMR o Forbes e si chiama così perché fondata dallo sceicco El Maa Tirè-Oun Bidoun.

 

PS: A.M. mi fa notare questa perla che apre un capoverso: «Considerazioni lapidali o argomentate». Lapidali è forse un anglicismo, vista la tendenza dell’autrice a spargere toponimi in inglese? O, come suggerisce A.M., è un invito a considerazioni cimiteriali? E se fosse un omaggio familiare al più noto Lapo?

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