All’attenzione del
dottor Amerigo Vessillo dell’Agnello
C.E.O. @ Stumble & Fall, Ltd.

Egregio dottor Vessillo dell’Agnello,
come da accordi telefonici intervenuti tra la Sua segreteria e la nostra Agenzia, Le inviamo una copia del brief relativo al nuovo commercial da 30 secondi per il Vostro prodotto Blad-Aut come sviluppato dalla nostra équipe creativa.

Scena 1
Interno giorno. Siamo nel loft elegante e pieno di luce di un single. È la casa di un giovane uomo colto, pieno di gusto, attento alla difesa dell’ambiente e che sa fare sempre scelte inattese. Quindi ampi spazi semivuoti, un grande divano nero, una bicicletta appoggiata a una parete, un’enorme opera di Vanessa Beecroft al muro (non possiamo usare l’originale, ma ci hanno permesso di usare una copia), uno stender pieno di abiti un po’ inusuali (il protagonista non ama i classici armadi. In quanto ai capi da appendere, la nostra stylist sta contattando diversi stilisti giapponesi).
La camera compie una panoramica rapida su tutto questo e si ferma su una foto con cornice in vetro che mostra un affascinante uomo sui 33 anni, moro, occhi verdi (stiamo selezionando alcuni modelli propostici da diverse agenzie estoni). Indossa una tee-shirt bianca aderente e abbraccia una ragazza sui 25, una bellezza bionda e nordica, dagli occhi molto allungati (sono appena arrivati i composit di una agenzia lettone. Il nostro Ufficio Legale sta compiendo ricerche per assicurarsi sulla qualità dei rapporti diplomatici tra Estonia e Lettonia. L’armonia sul set è per noi un must).
Voce f.c.: “Il Giangiacomo? Ho altri cinque clienti come lui, ma solo qui per me il lavoro è un vero piacere!”

Scena 2
La camera dissolve l’ambiguità della frase mostrandoci una donna sui 45 anni, non molto alta, anzi piuttosto tarchiata. Indossa abiti colorati, in testa ha un fazzoletto della nonna da babushka russa (la nostra stylist ha già controllato l’intero catalogo Hermès, ma senza risultato. Domani partirà alla volta di Vladivostok con il suo assistente per compiere una ricerca in loco su materiali e stampe del foulard). La donna si appoggia a uno spazzolone e ha un secchio vicino ai piedi. È chiaro: è la colf del giovane uomo. (Stiamo procedendo con il casting. Cerchiamo una donna dallo sguardo materno e di nazionalità lituana, al fine di evitare screzi tra le tre nazioni baltiche. La donna sarà doppiata da una attrice con accento romagnolo, questo per perseguire un doppio scopo:
1. Evitiamo di usare accenti stranieri per l’esponente di una classe sociale inferiore dedita ai lavori manuali che potrebbero farci accusare di razzismo dalla stampa di sinistra.  2. Diamo un tocco vintage al tutto, in quanto la colf romagnola è un topos dei filmetti soft-porn degli anni Settanta e il trash va ancora molto in televisione).

Scena 3
Donna (prendendo in mano la foto descritta prima e spolverandola): “Il Giangiacomo è un vero farfallone, ma con quegli occhi come si può non perdonarlo?”

Scena 4
Stacco tra un primissimo piano degli occhi dell’uomo nella foto e gli occhi umidi e pieni di qualcosa a metà tra rimprovero materno e ammirazione della donna.
Donna: “Ogni sera una festa, ogni sera ne porta a casa una diversa, ma sono sicura che non le dimentica e di tutte conserva almeno un pezzettino”.

Scena 5
Effetto flashback: si vede Giangiacomo che, con la faccia stravolta, sta brandendo un’accetta che cala con violenza verso qualcosa o qualcuno. Schizzi di sangue volano tutt’intorno e sporcano le pareti e anche la maglietta bianca che indossa nella foto. In sottofondo urla femminili.

Scena 6
La donna (vestita come prima, ma con un lungo cappotto liso addosso. La nostra stylist ha rovistato in decine di cassonetti Caritas, ma ha trovato un capo delizioso) entra nel loft.

Scena 7
Panoramica della camera: tutto è pieno di sangue, sul pavimento alcune membra umane femminili, mani, gambe.

Scena 8
Primo piano sulla donna che scuote la testa, un po’ sconsolata.

Scena 9
Donna: “Ma per fortuna ci sono io con il mio Blad-Aut…”
Rapidissimo montaggio della donna che, sudata ma sorridente, sfrega piastrelle e pavimenti sempre tenendo bene in vista in una mano il flacone di Blad-Aut. Come per magia, a un solo passaggio dello straccio, il sangue scompare.
Donna: “…e tutto torna a posto. In un lampo!”

Scena 10
Improvvisamente un flash (siamo molto orgogliosi di questa soluzione di montaggio). È la macchina fotografica di un rilevatore dei R.I.S. di Parma. L’uomo si allontana dalla camera e si vede il loft pieno di Carabinieri in tuta bianca che si aggirano con aria delusa perché non riescono a trovare tracce. Sul fondo della scena c’è la donna, le braccia conserte, il flacone di Blad-Aut in una mano e un largo sorriso sul volto.

Scena 11
L’immagine si sfuoca e in sovrapposizione appare il flacone di Blad-Aut e il claim letto dalla donna in f.c.
Donna: “Mo’ con Blad-Aut freghi anche il Luminol!”

Come musica di sottofondo i nostri consulenti sono indecisi tra un brano che ricordi le composizioni di Giovanni Allevi (avrebbero una grande presa sul pubblico femminile) oppure un pezzo di Bob Sinclar che ammiccherebbe a un target più giovane. Ma entro il pomeriggio risolviamo la questione.

Riguardo l’altra questione ovvero l’osservazione avanzata da un vostro dirigente legato a CL con  potente diritto di veto, ricordo che fregare non solo non è più un termine volgare, ma crea anche un simpatico doppio senso tra fregare con lo straccio per pulire e fregare nel senso di gabbare. Avevamo provato anche il claim “Con Blad-Aut gabbi anche il Luminol!”, ma un nostro poll condotto sul target di riferimento del prodotto (casalinghe di bassa cultura e di età compresa tra 18 e 38 anni) ha rivelato che il termine gabbi non era conosciuto e richiamava nella maggioranza delle intervistate l’idea negativa di gabbia o l’immagine di Stefano Gabbana.

In attesa di un Suo riscontro, che ci auguriamo positivo, le porgiamo i nostri più cordiali saluti

Egidio Vessillo Dell’Agnello
C.E.O. @ SurpriseMe! – Ad Agency

PS: papà, ricordati di dire alla cuoca che stasera non credo di tornare a casa per cena. Anzi, forse non torno nemmeno per dormire. Qui lavoriamo come matti giorno e notte!

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Scusatemi. Ma mi è venuta in mente poco fa, mentre lavavo il pavimento.

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