“Ho preso lezioni di lettura veloce e ho letto Guerra e Pace in venti minuti.
Parla della Russia…”

Woody Allen

 

Per scrivere un articolo in cui si accennava ai film in concorso a Cannes sono andato a consultare un po’ di recensioni uscite sui giornali durante il festival. E finalmente ho capito cos’è la lettura veloce trasversale, dopo essere finito sul sito di un quotidiano di gran moda in cui si parlava del film di Garrone. Mi ha impressionato davvero vedere come il testo fosse stato composto dal critico con il metodo Lego.

Si prendono dei mattoncini e si costruisce una casetta prevedibile. Poi i lettori danno una rapida occhiata all’articolo, procedendo trasversalmente dall’alto verso il basso, e quando vi trovano le persiane verdi, le tegole rosse e la porticina gialla che si aspettavano si autocompiacciono perché il critico (“che è uno con la testa così!”) ha usato gli stessi concetti che avrebbero usato loro. E questo basta per convincerli che se il loro pensiero coincide con quello del loro quotidiano preferito anche loro hanno “una testa così”.

Ho capito in quel momento anche un’altra cosa. Perché i lettori di FilmTv mi hanno sempre tanto bersagliato negli anni in cui pubblicavo i Collateral. A me sembrava di non dire nulla di eccezionale o di particolarmente scandaloso. Comprendo adesso che non ero accusato per quello che c’era nella rubrica, bensì per quello che non c’era. Mancavano le parole-chiave che quel tipo di pubblico ricerca con la lettura rapida trasversale. Non usavo persiane verdi e porticine gialle, quindi non avevo “una testa così”.

È un peccato, perché questo è il tipo di pubblico che avrebbe potuto fare la mia fortuna. Di solito compra molti libri pieni di parole-chiave. Tanto li legge in dieci minuti.

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