Siete di una curiosità morbosa. Ho scritto che ho tolto il post sul badge di Sky in seguito a piccoli fastidi ed ecco che mandate mail domandando: quali?

Sono stati piccoli fastidi di diversa natura, ma uno in particolare mi ha colpito.

Ricorderete che citavo ironicamente i laureati alla (inesistente) facoltà di Scienze della comunicazione di Battipaglia. Ebbene, il/la solito/a utente mascherato dietro uno pseudonimo mi ha rimproverato: come! Tu che discendi da una famiglia pugliese prendi in giro Battipaglia! Il tutto in una mail che aveva come oggetto “Anacronismi”.

Tralasciando il fatto che Battipaglia non è in Puglia e tralasciando anche che il mio non era un anacronismo, semmai una incongruenza, mi domando una cosa.

Perché questo/a severo/a bacchettatore/trice non si indigna quando cito altri toponimi? Mi servo spesso di Bagnacavallo, per esempio. Ma solo per l’immagine assurda che richiama il nome, non per il luogo in sé.

Dobbiamo ammetterlo. È vietato fare anche minime ironie sul meridione. Altrimenti si levano subito gli scudi dei vittimisti.

L’inverno scorso una blogger siciliana mi mandò una mail in cui mi invitava a visitare la sua pagina. Ci andai e per prima cosa trovai un post in cui la ragazza si lamentava di come nei telegiornali si ignorassero le proteste sicule contro il carobenzina, dando invece troppo spazio alla neve chimica che cadeva sulla Padania. “Mi sembra di vivere in una terra inesistente”, specificava la signorina.

Impossibile trattenersi dallo scrivere alla blogger che le cose non stavano proprio così, che tutti i notiziari stavano dando grande spazio alla rivolta dei forconi e che la neve chimica era un curiosità cui si accennava addirittura dopo le informazioni sullo spettacolo. Aggiunsi anche che non si può pretendere di vivere sempre sotto i riflettori, che l’Italia è lunga e i problemi locali di una zona non risultano sempre della stessa gravità a chi vive in un’altra e ha i propri guai da affrontare.

Nulla da fare, partirono gli insulti.

Eppure non è mai mia intenzione offendere e scrivo sempre soppesando i vocaboli che uso.

Quando al Comune di Milano decisero in maniera scellerata di assegnare la cittadinanza onoraria al noto scrittore che vi invita ad andare via con lui, lo stesso neocittadino trattenne a stento un certo disprezzo per la cosa.  Molto più liberi furono i suoi fan che lo bersagliarono di battute. Come se essere cittadini milanesi fosse una cosa di cui vergognarsi.

Una realtà doppiamente triste. Da una parte, quelli che vivono per fuggire all’estero sono allo stesso tempo i responsabili di assurdi campanilismi dialettali ben rispecchiati negli orripilanti spot del Grand Soleil.

Dall’altra, pensate cosa sarebbe successo se si fosse verificato il contrario, se un qualunque scrittore lombardo si fosse comportato così dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Battipaglia. Tremo al pensiero dei commenti moralisteggianti di Caparezza!

Mi sembra un vero anacronismo.

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