Non è un compleanno allegro per Diabolik. Il Re del Terrore compie 50 anni e deve fare un amaro bilancio. A vederlo, nulla sembra cambiato e invece…

T-La: Complimenti dottor Diabolik.

Diabolik: Mi chiami solo Diabolik. Non ho potuto studiare e non sono dottore.

T-La: Suvvia, non faccia il modesto. Una laurea albanese ce l’abbiamo tutti in qualche cartelletta. Comunque complimenti, dicevo. A cinquant’anni lei ha non un filo di grasso.

DK: E come posso mangiare con questa crisi? Lo sa che ormai con quello che rubo Eva e io non arriviamo alla fine del mese? Per non parlare della depressione.

T-La: Capisco, i sensi di colpa per tutte le sue malefatte…

DK: Ma quali malefatte! È che dopo una disonesta carriera di ladro e pugnalatore mi ritrovo esodato a 50 anni. Di pensione non se parla. Di lavoro ce n’è sempre meno. L’ultimo colpo l’ho fatto settimana scorsa a casa di un pensionato: 7 euro in contanti e due confezioni di Orasiv.

T-La: E tutti i suoi diamanti, i bottini… dove sono?

DK: Volatilizzati. Sa, io sono un criminale internazionale, non potevo mica tenere tutto alla Cassa Rurale sotto casa. Così quando ho deciso di mettere le cose a posto e approfittare dello scudo fiscale mi sono trovato quasi sul lastrico. Quel poco che resta è stato congelato dal commercialista. Pare che come scudato dovrò pagare ancora delle sanzioni. E di notte non dormo pensando a quanto dovrò sborsare di IMU per tutti i rifugi segreti che possiedo.

T-La: Che ne è delle sue famose Jaguar?

DK: Sequestrate. Ero con Eva a Cortina d’Ampezzo dove speravamo di alleggerire qualche milionario in vacanza. Bene, non solo i milionari non avevano in tasca nemmeno gli spiccioli per un caffè, ma sono stato fermato da una pattuglia della Guardia di Finanza che mi ha chiesto come potevo permettermi un’auto simile visto che ero totalmente sconosciuto al fisco. Scusate, ma in quale riquadro dell’Unico avrei dovuto dichiarare il ricavato delle rapine alle gioiellerie di Genf?

T-La: Ha citato Eva. Come vive questa situazione la sua inseparabile compagna?

DK: Glielo chieda lei. Eva, vieni qui…

Eva Kant: Ecco, ecco. Io fare tutto, flebo, metto i tolgo padella, svelio puntuale per dare medikina…

DK: Eva smettila, con il signore puoi parlare normalmente. Pur di sbarcare il lunario si finge ucraina e rimedia qualche serata come badante.

T-La: Come sta signora? In questi momenti non vorrebbe ricominciare tutto da capo, una vita onesta magari a fianco dell’ispettore Ginko?

EK: Ma scherza? Lo sa che al commissariato dove lavora Ginko non hanno nemmeno i soldi per comperare la carta igienica? Qualche settimana fa l’ispettore è venuto da noi in lacrime per chiederci un prestito. Proprio quel pomeriggio Diabolik e io eravamo stati al negozio “Compro oro pago in contanti” per vendere certi monili che avevamo rubato dal tesoro degli Zar e siamo riusciti a prestare 30 euro a Ginko. Chissà se li rivedremo.

DK: Perché tu sei troppo generosa, Eva. Ti avevo detto di dargliene solo 20.

T-La: Suvvia, Diabolik. In tempi duri bisogna essere solidali. Quindi lei ha fatto ormai pace con il suo nemico mortale?

DK: Vuole sapere la verità? Ginko mi fa pena. Lui ha accumulato fallimenti per cinquant’anni, mentre Monti è riuscito a mettermi con le spalle al muro in un paio di mesi.

T-La: Ma può sempre ricominciare. Lei è uno splendido cinquantenne.

DK: Ma va. Sono vecchio e l’edicola è piena di nuovi re del malaffare che mi stanno facendo le scarpe. Avrà letto anche lei le fantastiche imprese di Lusik o di Belsitik. I loro fumetti vanno a ruba. Senta, se l’intervista è finita vorrei proporle una cosa. Le interessa un paio di orecchini in diamanti appartenuti a Soraya? Li ho rubati nel 1965 dal set dei “Tre Volti”. Glieli lascio per 55 euro l’uno… Aspetti, non se ne vada, facciamo 50… E dai… 75 tutti e due e non se ne parla più!

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