Sarà giusto anticipare quello che si sta facendo? Sì. Anche se il risultato finale sarà diverso.

Non è corretto esporsi solo a libro pronto, come ho visto fare recentemente sui social network. Autori che appaiono per autopubblicizzarsi e poi scompaiono. Lo fanno anche i divi della televisione.

Non crederete che scrivere significhi mettersi al tavolo, cominciare dalla prima riga a andare avanti fino all’ultima in una costruzione pianificata. A volte sento qualcuno dire che per scrivere un libro è rimasto davanti al computer otto ore ogni giorno. Magari lo farà anche. Ma a cosa serve usare il computer come se fosse un tornio verticale?

La parte fondamentale nella scrittura di un libro sta nell’elaborazione mentale della sensazione di base intorno alla quale poi crescerà tutto il resto. Può essere una sola parola, un titolo, un brano musicale, un oggetto. Questo è il vero lavoro, quello che non dura otto ore al giorno, ma ventiquattro e può andare avanti per anni.

Arriva poi il momento in cui gli eventi precipitano e l’accumulo di materiale intorno a quel nucleo accelera, ma non siamo ancora alla scrittura vera e propria. Sono  appunti sparsi, tracce lasciate negli articoli o nei post dei blog spesso senza nemmeno rendersi conto che si sta prendendo spunto da quel materiale. È successo che qualcuno abbia ritrovato quelle tracce in un libro finito e mi abbia rimproverato di essermi ripetuto. Quel qualcuno non sa evidentemente come si scrive.

La scrittura vera e propria, quella che le oleografie romantiche, da Hemingway alla Santacroce, vogliono prolungata, disperata, notturna, isolata, tra mucchi di carta stracciata è in realtà una semplice e ordinata sistemazione finale di tutto il materiale già mentalmente organizzato. Come ribattere degli appunti scritti da un’altra persona. È quello l’inizio del distacco che si perfeziona quando ti arriva la prima copia stampata e ti sembra tutto così estraneo e lontano.

Il nucleo di Mu è nato nel 2007 ed è rimasto tale mentre sviluppavo altri nuclei che si erano formati  prima. Poi è ricomparso. Il materiale si accumulava e io non sapevo come organizzarlo. Ora sono a buon punto. Del nucleo 2007 non è rimasto che un paio di elementi. L’importante è aver finalmente definito la struttura, le scatole in cui il materiale sta ricadendo, ricomponendosi quasi automaticamente.

Mu sarà composto da quattro capitoli. Ogni capitolo avrà come titolo il nome di un architetto.

1. Santiago Calatrava

2. Adolf Loos

3. César Pelli

4. Luigi Lorenzo Secchi.

Se dovessi suggerire degli ascolti musicali per ogni capitolo potrei citare:

1. Out of Body Experience (Rabbit in the Moon)

2. Vapour (Loscil)

3. Il terzo movimento dal terzo Brandeburghese di Bach

4. Theme for Great Cities (Simple Minds)

Per ora è tutto.

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