A voi interesserà poco. E a me ancora meno. Ma qualche giorno fa ho compiuto 50 anni. Pur cercando di non pensarci, qualche riflessione mi è sfuggita. Una in particolare. Non sul tempo passato, perché ricordo molto poco, non sul futuro, perché non esiste. Ho pensato al presente, anzi al mio non-presente. Fossi vissuto in un’altra epoca, giunto a questo accumulo di lustri mi sarei confrontato con la figura paterna, valutando i suoi risultati contro i miei. Invece vivo in un tempo in cui i modelli di riferimento sono quelli della pubblicità. E l’analisi è stata impietosa.

Secondo gli spot, alla mia età io dovrei essere un atletico signore che ogni mattina si sveglia, si guarda allo specchio per complimentarsi della pelle senza rughe ottenuta grazie a qualche costoso intruglio a base di vinavil. Poi indossa un doppiopetto grigio e fa colazione con la famiglia in una stanza inondata di sole. Intorno al tavolo ci sono una moglie perennemente intasata che divora yogurt esplosivi e due figli biondi, un maschio e una femmina, che non hanno la testa china sui cellulari, ma sorridono al papino dal volto plastificato e alla mammina stitica.

Per la pubblicità dovrei poi prendere una valigetta, uscire e andare al lavoro usando un’auto grossa come un pullman. Lì mi aspettano riunioni in uffici di cristallo, segretarie scosciate come soubrette e uno stipendio da faraone che mi permette di mantenere una villa sulla Riviera Ligure dove mi dedico a passatempi come la vela e il golf. Ah, in inverno naturalmente vado anche a sciare a Gstaad. Spesso penso a come investire il mio patrimonio in previsione della vicina vecchiaia che sarà come quella degli opuscoli bancari: sulla mia barca, vestito di cachemire bianco, stringo mia moglie che finalmente sorride (forse lo yogurt ha funzionato).

Così, il mattino del mio cinquantesimo compleanno, mentre con addosso una maglietta lisa aspettavo che il latte si scaldasse nel microonde, mi sono confrontato con il cinquantenne degli spot e ho capito di aver buttato al vento il mio tempo. In mezzo secolo non ho conseguito nemmeno la patente velica.

(Pubblicato su FilmTv nella rubrica Collateral – seconda serie)

 

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