Ho visto una delle mostre peggio allestite degli ultimi trent’anni. Si chiama Ultrabody (chiamarla Ultracorpo sarebbe stato troppo provinciale!), i manifesti con due modelli che si baciano indossando una specie di museruola dicono che l’evento mescola arte, design e moda, proprio come le peggiori rivistine free press che si trovano nei locali e che nessuno legge (i locali hanno il vizio di essere sempre oscuri).

La mostra è stata aperta ieri nelle cripte del Castello Sforzesco e per qualche giorno si potrà visitare gratuitamente sino alle 23. Scaduta la frenesia del Salone del Mobile si torna alle belle abitudini: mostra a pagamento e chiusura alle 17.30 (!).

Cosa mi disse quella siciliana dalle grosse tette un giorno di maggio 2011 nello studio di Fiorucci? “Con Pisapia la cultura tornerà a Milano!”

Al di là delle dispute sulla giunta, si tratta davvero di una mostra che potete saltare senza problemi. L’ambiente è immerso nel buio totale, esattamente come i locali di cui sopra. I 208 oggetti sono esposti dentro gabbie di tulle nero che non ne permettono una chiara visione. I cartelli esplicativi sono posti sotto le gabbie di tulle nero, esattamente nel cono d’ombra. Per leggere di cosa si tratta bisogna abbassarsi e far luce con lo schermo del cellulare.

L’unica cosa perfettamente visibile è una automobile a fine percorso che reca il logo dello sponsor. Anche in tv quando c’è la pubblicità alzano il volume, quindi nessuna sorpresa.

Altra pecca: sono esposti troppi oggetti di Fabio Novembre. Il Novembre non dovrebbe mai partecipare a collettive. I suoi lavori messi vicino a quelli di grandi maestri rivelano quello che sono: nulla.

E allora ben venga il buio!

* Il titolo si ispira all’omonimo film softporn che andò in onda un venerdì notte di troppi anni fa su Tele Reporter e di cui seguii le prime battute via telefono con l’amica Giovannona bisbigliando nel bigrigio Sip. Altro che social network!
E giusto per non lasciarvi con il dubbio che mi sia inventato tutto… (qui)

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