Finalmente ce l’ho fatta! Dopo mesi di tentativi e lunghe sospensioni, oggi Bit Torrent ha concluso lo scaricamento di un vecchio disco della 4AD (vai), Lonely Is An Eyesore. Sfido qualunque discografico lamentoso ad accusarmi di pirateria. Il disco non si trova più e nessun presunto moralista del diritto d’autore può intromettersi tra me e la voglia di riascoltare quei pezzi dopo venticinque anni. Se a lamentarsi sarà Ivo gli mando qualche pounds e la cosa finirà lì.

Pensare che avevo il vinile, con la confezione che si apriva tutta. E avevo anche la VHS con i video, compreso quello di Acid Bitter & Sad, con la ragazza che si sveglia di notte e nuota e fa cose assurde (vai). Adesso i ricordi si fanno confusi, ma mi pare di aver letto su un The Face coevo che si trattava di una personality model che aveva scelto come nome d’arte quello della sua auto, Citroën Pallas.

Vorrei parlare a certi ragazzotti che pensano di rappresentare l’essenza degli anni Ottanta perché vanno in giro con dei bananoni in testa, la nuca rasata e indossano oscene magliette destrutturate che avranno visto in qualche replica notturna del Festivalbar addosso a Fiordaliso.

Gli Eighties che vi danno da mangiare (la solita zuppa di spalline, cubi colorati, musichette plasticate e claudicecchetti) erano l’espressione più becera della decade. Per me gli anni Ottanta musicali sono essenzialmente questi. 4AD, This Mortal Coil, Dead Can Dance, Cocteau Twins. Gli unici che ancora ascolto volentieri, dimenticando ogni volta che è musica degli anni Ottanta.

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