Avevo un vicino di casa che lavorava al Centro Smistamento delle Poste. Per otto ore, in un gabbiotto di vetro, premeva un pulsante e faceva passare i furgoni. Ma gli avevano dato una brutta giacca grigia con il logo di Poste Italiane e lui si sentiva un generale. Quando litigava con altri vicini indossava la giacca che gli dava autorità, come una toga d’avvocato.

Il vizio umano di credersi qualcuno perché si adora un simbolo trova da noi un terreno d’elezione. Lo dimostra la differenza di comportamento tra Wikipedia Italia e le altre versioni dell’enciclopedia online. Un comportamento ottuso e offensivo, operato da persone che hanno l’arroganza tipica di chi, senza alcuna credenziale, si arroga il diritto di decidere cosa abbia “valore di enciclopedicità”.

Nel Settecento a stilare l’enciclopedia erano Diderot e D’Alembert. Oggi questo ruolo tocca, tra gli altri, a una tizia che senza motivazioni precise, ma con molta volgarità e scarsa democrazia, cancella frasi, rifiuta voci e deride il prossimo. È una volontaria, pagata solo con la stupida moneta della vanità. Il fatto di potersi autopresentare con un ridicolo trafiletto in cui dice di essere “siciliana, testarda e vegetariana convinta” vale per lei più di uno stipendio da parlamentare. Ma questo è stato un mio caso personale e non farebbe notizia se, sull’onda di una rabbia stupita, non avessi compiuto qualche ricerca. E ho scoperto così che Wikipedia Italia è oggetto di giusto disprezzo da parte di molti. Tra questi l’astrologo Ciro Discepolo che sul suo sito racconta una esperienza assurda e scrive di non voler apparire su Wikipedia Italia perché “non è ispirato a principi di libertà e censura il sapere”.

Non solo lo censura: lo altera. Ci sono centinaia di forum pieni di utenti inviperiti, gente esperta di una qualsiasi materia che ha voluto partecipare alla enciclopedia libera e si è vista correggere i propri testi da gente senza alcuna preparazione nel settore, nascosta dietro pseudonimi e che non risponde mai quando viene contattata. Ecco Wikipedia Italia: gentucola che riveste la propria ignoranza con la brutale prepotenza di chi indossa una brutta giacca grigia delle Poste.

(Pubblicato su FilmTv nella rubrica Collateral – seconda serie)

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